Passa al contenuto principale

Eventi e News

Screening per il tumore del colon-retto

La diagnosi precoce come strumento di tutela della salute

Il tumore del colon-retto è una delle principali patologie oncologiche della popolazione adulta. Oggi può essere contrastato efficacemente grazie ai programmi di screening organizzati dal Servizio Sanitario Regionale, che permettono di individuare lesioni precancerose e tumori nelle fasi iniziali.

Lo screening colorettale è un intervento di prevenzione secondaria rivolto a persone apparentemente sane. Il suo obiettivo è identificare alterazioni prima della comparsa dei sintomi, favorendo diagnosi tempestive e trattamenti più efficaci. La diagnosi precoce rappresenta infatti uno dei principali fattori per migliorare la prognosi e ridurre la mortalità.

Cos'è il tumore del colon-retto?

Il colon-retto è il tratto terminale dell'intestino ed è una delle sedi più frequenti dei tumori dell'apparato digerente.

Nella maggior parte dei casi la malattia origina da lesioni benigne chiamate polipi adenomatosi o adenomi, che possono svilupparsi lentamente nel corso degli anni. Sebbene non tutti evolvano in tumore, alcuni rappresentano lesioni precancerose e costituiscono il primo stadio del processo di trasformazione maligna.

La lenta evoluzione della malattia rende particolarmente efficace lo screening, consentendo di individuare e trattare le alterazioni prima della comparsa dei sintomi.

Perché aderire allo screening?

La ricerca del sangue occulto fecale è uno degli strumenti più efficaci per la diagnosi precoce del tumore del colon-retto.

In Toscana questa neoplasia rappresenta il secondo tumore più frequente nelle donne, dopo quello della mammella, e il terzo negli uomini, dopo prostata e polmone.

Uno dei primi segnali può essere la presenza di piccole quantità di sangue nelle feci non visibili a occhio nudo. Questo sanguinamento può precedere di anni la comparsa dei sintomi ed essere individuato dal test di screening.

L'esame permette inoltre di rilevare adenomi avanzati e altre lesioni precancerose che, una volta rimosse, riducono significativamente il rischio di sviluppare un tumore invasivo.

Numerosi studi hanno dimostrato che l'adesione regolare ai programmi di screening riduce la mortalità e aumenta le probabilità di guarigione in caso di diagnosi precoce.

A chi è rivolto il programma?

In Toscana il programma di screening colorettale è rivolto a donne e uomini tra i 50 e i 69 anni.

Le persone appartenenti a questa fascia d'età ricevono periodicamente una lettera di invito per effettuare gratuitamente il test di ricerca del sangue occulto fecale. In caso di esito negativo, il controllo viene generalmente ripetuto ogni due anni.

Il programma è destinato alla popolazione asintomatica, non richiede prescrizione medica ed è interamente a carico del Servizio Sanitario Regionale.

In presenza di sanguinamento rettale, alterazioni persistenti dell'alvo, dolore addominale ricorrente, anemia di origine non nota o perdita di peso involontaria, è necessario rivolgersi al medico curante senza attendere l'invito allo screening.

In cosa consiste il test?

Lo screening si basa sulla ricerca del sangue occulto fecale mediante test immunochimico fecale (FIT - Fecal Immunochemical Test).

Si tratta di un esame semplice, non invasivo ed eseguibile a domicilio, che rileva la presenza di emoglobina umana nelle feci, indicativa di un possibile sanguinamento del tratto colorettale.

Il test prevede la raccolta di un piccolo campione di feci da analizzare presso laboratori specializzati.

Un risultato positivo non indica necessariamente la presenza di un tumore, ma segnala la necessità di ulteriori approfondimenti diagnostici.

Come eseguire correttamente il prelievo

La raccolta del campione avviene utilizzando il kit fornito con la lettera di invito.

Dopo aver applicato l'etichetta identificativa alla provetta, è necessario prelevare una piccola quantità di materiale fecale da più punti delle feci mediante l'apposito bastoncino, reinserirlo nella provetta e richiudere accuratamente il contenitore.

Non sono richieste diete particolari né modifiche delle abitudini alimentari.

Le donne dovrebbero effettuare il test almeno cinque giorni dopo la fine delle mestruazioni per evitare possibili interferenze.

Dopo il prelievo, il campione deve essere conservato in frigorifero, senza congelarlo, e riconsegnato entro 48 ore.

Prima della consegna occorre compilare gli spazi previsti sulla busta, indicando data del prelievo, modalità di conservazione e recapito telefonico. È inoltre necessario presentare la tessera sanitaria.

Se la riconsegna avviene presso una farmacia aderente, il campione può generalmente essere consegnato dal lunedì al giovedì. In allegato al presente articolo sono disponibili le istruzioni di prelievo e l'elenco delle farmacie aderenti nella provincia di Siena.

Cosa accade dopo il test?

In caso di esito negativo, il risultato viene comunicato all'interessato e il percorso prosegue secondo la periodicità prevista.

In caso di positività, il cittadino viene contattato dall'Azienda Sanitaria per effettuare gli approfondimenti diagnostici previsti dal programma. L'esame di secondo livello è generalmente la colonscopia, che consente la visualizzazione diretta della mucosa intestinale e l'eventuale asportazione di polipi durante la procedura.

La positività al test non indica necessariamente la presenza di una neoplasia. Circa 5 persone su 100 risultano positive alla ricerca del sangue occulto fecale e vengono indirizzate agli accertamenti successivi. Una parte di questi soggetti presenta polipi adenomatosi o lesioni neoplastiche in fase iniziale, spesso trattabili con elevata efficacia grazie alla diagnosi precoce.

Allegati
Scarica l'allegato

scarica

Scarica l'allegato

scarica